Inclusione lavorativa e vendita di accendini: qual’è il nesso? Tutti gli studenti degli Atenei torinesi lo riconosceranno: Rachid Khadiri, 29 anni, studente di ingegneria marocchino, originario di Khouribga (tra Casablanca e Marrakech).
Lo riconosceranno perché è stato, e talvolta è tutt’ora, un ambulante che vende accendini davanti alle Università e nelle vie del centro della città sabauda.

La storia di Rachid


Rachid è arrivato a Torino a 11 anni, con alcuni fratelli e l’unico modo per non gravare sulla famiglia era proprio quello di vendere accendini, in questo modo, stando per le strade di Torino, ha imparato velocemente l’italiano.

Sono stati gli insegnanti di Torino e quella che lui chiama ‘la sua seconda mamma’ a spingerlo a proseguire verso il diploma e la laurea.

“Non mi sono mai sentito un cittadino di serie B”, dice, in una città che si crede molto meno provinciale di altre nella mentalità proprio grazie alla folta presenza di stranieri (Torino infatti è la città italiana con il più alto numero di residenti marocchini).
Rachid ha conseguito la laurea triennale al Politecnico di Torino e sta concludendo il biennio magistrale con una tesi sul grafene. Così potrà migliorare il suo percorso di inclusione lavorativa.

Una storia che dimostra che talento, impegno e passione non hanno origine etnica. In questo caso la società e la scuola si sono dimostrata non solo inclusive, ma anche stimolanti. Un buon esempio da ricercare in ogni comunità, sociale e lavorativa.

Immagine di accendini di vari colori